“Le nostre armi sono la mente ironica contro quella letterale, la mente aperta contro i creduloni, la coraggiosa ricerca della verità contro le impaurite ed abiette forze che pongono limiti all’indagine” (Christopher Hitchens).

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Da cosa si riconosce un politico in difficoltà? Dalle sue maggiori attenzioni nei confronti della religione. Non è purtroppo una battuta, e le dichiarazioni a favore della fede vanno molto spesso a braccetto con precise prese di posizione contro i non credenti. Persino Stalin, di fronte all’avanzata nazista, arrivò a sopprimere l’associazione atea russa facendo nel contempo risorgere il patriarcato di Mosca.

Non penso che in Italia vi siano correnti irrazionaliste più forti che in altri paesi. Ciò che fa la differenza, rispetto agli altri paesi europei e a molti paesi nel mondo è il fatto che l’Italia abbia fatto proprio un modello di sviluppo economico che non è fondato sulla scienza. Questo ha generato una crisi culturale che non è inferiore alla crisi economica.

Pietro Greco, intervistato da A ragion veduta - Il mondo osservato dall’Uaar

I laici sono per la libertà di scelta, anche per chi fa una scelta che loro non farebbero. Il problema nasce solo quando sono i laici a voler esercitare la libertà di scelta: in quel caso i clericali non sono d’accordo e cercano di privarli della loro libertà.

La morte dei bambini e il miracolo laico (A ragion veduta - Il mondo osservato dall’Uaar)

L’articolo 97 della Costituzione stabilisce che “i pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione”. Erogare contributi a realtà di parte che non rendono conto di come li utilizzano e che non spiegano quale forza lavoro utilizzano e a quali condizioni contrattuali ne costituisce una violazione evidente.

Fare Caritas con i soldi di tutti (A ragion veduta - Il mondo osservato dall’Uaar)

Un’accelerazione laica così rapida in uno dei bastioni del cattolicesimo più conservatore può sembrare scioccante. Eppure, dovrebbe essere ancora più scioccante constatare quanto sia fermo il nostro paese, ormai circondato da nazioni che mostrano un notevole dinamismo laico. […] Vien da pensare che quanto sosteneva quattro anni fa a proposito di Malta, Ratzinger oggi lo direbbe a proposito dell’Italia. Anche se è difficile, oggi, trovare ancora qualche paese che voglia “imparare” dal nostro esempio clericale.

Raffaele Carcano, La laicità si è fermata a Malta (sito di MicroMega)

Chiunque è libero di ritenere la famiglia basata sul matrimonio come unica ammissibile secondo i suoi principi morali, ma la conseguenza non può essere quella di proibire ad altri una scelta diversa. Significherebbe negare libertà ad altri in nome della propria libertà. Lo stesso discorso vale per le scelte in tema di fine vita, di procreazione e così via. Certo, è probabile che concetti così ovvi, quasi banali, siano lontani dalla portata di chi si confonde anche rispetto ai propri stessi principi. Ma chissà. Magari con un piccolo sforzo in più…

A chi parla di deriva, occorre ricordare che all’estero questi diritti sono riconosciuti da anni senza che si assista ad alcuna deriva. L’Italia è un paese che ha ben poco da insegnare, in questo momento. E altrettanto si può dire per la Città del Vaticano.

La via giuridica (anche) per il matrimonio gay (A ragion veduta - Il mondo osservato dall’Uaar)

La fecondazione eterologa è antica come l’umanità: per stupro, per adulterio, oggi per scelta, finalmente.

Michele Serra, Repubblica