“Le nostre armi sono la mente ironica contro quella letterale, la mente aperta contro i creduloni, la coraggiosa ricerca della verità contro le impaurite ed abiette forze che pongono limiti all’indagine” (Christopher Hitchens).

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Il referendum di Bologna non si sarebbe nemmeno dovuto tenere, se i partiti sapessero far propri i valori costituzionali. Vediamo invece dilagare ovunque l’impostazione morattiana, e nel capoluogo emiliano è il Pd a portarne la responsabilità: ha perso di vista l’interesse generale, perché l’amministrazione comunale che esprime si è sottratta alla sua responsabilità di fare gli interessi di tutti per fare quelli della Chiesa cattolica. La scelta è dunque tra un modello di società inclusivo e la proliferazione di ghetti identitari. Non dovrebbe essere difficile capire perché occorre votare A.

Mentre la società si fa più laica, la Chiesa insiste per mantenere i propri spazi di autorità. E la politica troppo spesso cede, infischiandosene delle istanze dei cittadini. Eppure, l’impallinatura della candidatura di Marino rappresenta un’ulteriore e autorevole conferma che inseguire la Chiesa non garantisce alcun trattamento di favore. C’è sempre un clericale più clericale da sostenere.

Anche a Roma la Chiesa vota (Uaar Ultimissime)

Tra un cattolico che obbedisce al Papa e un cattolico che obbedisce alla propria coscienza – è distinzione che s’è venuta a creare da quando il modernismo ha illuso certi cattolici che sia possibile pensare con la propria testa rimanendo cattolici – io preferisco il primo, senza alcun dubbio. È bello vederlo arrampicarsi sugli specchi per dare un senso a quell’obbedienza che non di rado è costretta a zigzagare da papato a papato, oggi a calcare l’accento sulla verità e domani sulla carità, l’altrieri sull’evangelizzazione come progetto culturale e dopodomani come testimonianza disarmata, sempre affannato ma sempre molto motivato, come uno stercorario che per nessuna ragione al mondo molla la sua pallina di merda. Il cattolico cosiddetto adulto, invece, mi fa pena. Dovrebbe sapere bene che non conta un cazzo, che al dunque è costretto a scegliere tra l’eresia o il ficcarsi la lingua in culo, e tuttavia ci prova: è convinto di poter decidere per sé, anzi, spesso pretende di spiegare al Papa come si fa il Papa.

Non ci sarebbe bisogno di altro, per negare loro qualunque finanziamento. Ma si potrebbe continuare per giorni interi, a elencare le assurdità antiscientifiche, antistoriche e anticulturali che quelle scuole infliggono ai loro scolari e studenti. Bisognerebbe chiuderle, semplicemente, per manifesto, doloso e dannoso anacronismo. Ma almeno si abbia la decenza di staccare la canna dell’ossigeno, per offrire loro una “dolce morte”: la stessa che esse insegnano si deve perversamente rifiutare ai malati terminali che la desiderano.