“Le nostre armi sono la mente ironica contro quella letterale, la mente aperta contro i creduloni, la coraggiosa ricerca della verità contro le impaurite ed abiette forze che pongono limiti all’indagine” (Christopher Hitchens).

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Un’accelerazione laica così rapida in uno dei bastioni del cattolicesimo più conservatore può sembrare scioccante. Eppure, dovrebbe essere ancora più scioccante constatare quanto sia fermo il nostro paese, ormai circondato da nazioni che mostrano un notevole dinamismo laico. […] Vien da pensare che quanto sosteneva quattro anni fa a proposito di Malta, Ratzinger oggi lo direbbe a proposito dell’Italia. Anche se è difficile, oggi, trovare ancora qualche paese che voglia “imparare” dal nostro esempio clericale.

Raffaele Carcano, La laicità si è fermata a Malta (sito di MicroMega)

Chiunque è libero di ritenere la famiglia basata sul matrimonio come unica ammissibile secondo i suoi principi morali, ma la conseguenza non può essere quella di proibire ad altri una scelta diversa. Significherebbe negare libertà ad altri in nome della propria libertà. Lo stesso discorso vale per le scelte in tema di fine vita, di procreazione e così via. Certo, è probabile che concetti così ovvi, quasi banali, siano lontani dalla portata di chi si confonde anche rispetto ai propri stessi principi. Ma chissà. Magari con un piccolo sforzo in più…

A chi parla di deriva, occorre ricordare che all’estero questi diritti sono riconosciuti da anni senza che si assista ad alcuna deriva. L’Italia è un paese che ha ben poco da insegnare, in questo momento. E altrettanto si può dire per la Città del Vaticano.

La via giuridica (anche) per il matrimonio gay (A ragion veduta - Il mondo osservato dall’Uaar)

La fecondazione eterologa è antica come l’umanità: per stupro, per adulterio, oggi per scelta, finalmente.

Michele Serra, Repubblica

Saremmo felici se, a differenza dei vescovi italiani, chi ci governa o ci rappresenta nelle istituzioni capisse la sofferenza delle coppie che non possono avere figli e che sono state costrette, in seguito a una legge liberticida, a ricorrere ai viaggi della speranza all’estero. Nonché l’ancor maggiore sofferenza di coloro che, quei viaggi, non hanno proprio potuto permetterseli. La legge 40 non esiste più, se non sulla carta. La sua approvazione poteva rappresentare l’avvio dell’eticizzazione clericale del nostro Stato. Non è andata così, almeno per ora: la sentenza di ieri costituisce un importantissimo altolà al potentissimo movimento contrario alla libertà di scelta. Che se può continuare a sperare di ribaltare la situazione è solo a causa del diffuso asservimento di chi dovrebbe fare gli interessi del popolo italiano, anziché quelli delle gerarchie vaticane.

Legge 40: ciò che resta della bandiera dello stato etico voluto dai vescovi (A ragion veduta - Il mondo osservato dall’Uaar)

Per partecipare a concorsi pubblici per docenze universitarie è necessario ottenere l’Abilitazione Scientifica Nazionale; e succede che il fior fiore delle nuove leve fra docenti e ricercatori di diritto ecclesiastico abbia appena subito il vaglio di una Commissione, nominata con decreto del Miur, che parrebbe aver falcidiato e fatto piazza pulita di tutta quella dottrina propendente per una laicità non allineata alla dottrina cattolica, più o meno “sana” la si voglia definire.

Sono tanti i limiti che, anche nella nostra società, incontra la libera espressione del pensiero. Ovviamente, ognuno è libero di non comprare beni e servizi da parte di un fornitore di cui non condivide le idee liberamente espresse. Ma il conflitto tra opposte libertà solo raramente è win-win: non sempre lo scontro tra movimenti d’opinione è indolore come dovrebbe idealmente essere.

Il costo della libera espressione (e relativa critica) delle idee (A ragion veduta - Il mondo osservato dall’Uaar)

Forse non è poi così difficile approntare due menu, uno valido per tutti e uno “accomodato” per i figli dei fedeli più zelanti. Laicamente ci potrebbe anche stare. Sicuramente è una scelta meno razionale e più costosa. Come la stessa religione, del resto.

Il menu ideologico di Madame Le Pen (A ragion veduta - Il mondo osservato dall’Uaar).